martedì 3 settembre 2013

MERCATO CHIUSO: Tutti gli affari conclusi e i colpi last minute

Non sei ancora iscritto? clicca qui

Se non visualizzi correttamente questa mail clicca qui
MERCATO CHIUSO
GLI AFFARI: KAKA' INFIAMMA IL MILAN
  
ACQUISTI E CESSIONI Il tabellone completo
MERCATO ESTERO Colpi in Premier: Ozil-Arsenal. United, Fellaini e Coentrao
Monza: conto alla rovescia. Ricciardo alla Red Bull dal 2014 
FORMULA 1 Si avvicina il Gp d'Italia, sale la febbre per la grande sfida tra Vettel e Alonso. Nel frattempo, la Red Bull ufficializza Daniel come compagno di Vettel per il 2014.
GUIDA TV Così il Gp d'Italia su Sky Sport F1 HD
HUNT L'eroe ribelle e anticonformista della F1
VIDEO Tutti i video di Formula1
Il Verona twitta: "Ecco le foto del nostro bus distrutto" 
CALCIO L'agguato dei teppisti a Roma. Il club denuncia anche attraverso il social network quanto avventuto fuori dall'Olimpico dopo la gara con i giallorossi.
FOTO Le immagini del bus distrutto
VIDEO Roma - Verona 3 -0: I GOL
US Open, super Pennetta. Ai quarti derby con la Vinci 
TENNIS La brindisina ha superato la romena Halep conquistando il passaggio del turno dove affronterà la tarantina, che si è imposta sulla Giorgi.
GUIDA TV Così gli US Open su Eurosport HD
Capri contro De Laurentiis: gli facciamo causa
CALCIO La giunta sta valutando se esistano i presupposti per un'azione legale contro il presidente del Napoli, dopo le sue dichiarazioni in seguito all'incidente di Higuain.
DE LAURENTIIS "Higuain, chiedo 100 milioni di danni alla Regione Campania"
MULTIMEDIA
Cambio! Il Milan sostituisce Boa-Satta con Matri-Nargi
La serie A apre le porte, record di gol: i cinque più belli
Un tuffo al cuore per Lucia, era sulla barca con Higuain!
Milan in festa, per fortuna che c'è il Riccardo... 
DA NON PERDERE
Gp Italia
Formula 1
Sky Sport F1 HD
F1 Turro sul Circus
US Open
Tennis ATP
Eurosport HD
Guida TV
Seguici su:
twitter
facebook
Sky Sport F1 HD
Calciomercato
Statistiche Video
Fanta Gp

Questa newseltter è un servizio gratuito di Sky dedicato ai suoi utenti registrati.
Per favore non rispondere a questo messaggio, questa casella di posta non è monitorata.


Non sei più interessato? Disiscriviti.

lunedì 2 settembre 2013

TuttoFaMedia

TuttoFaMedia


Supertele 3: Miss Italia e Mission, le scelte civiche della Rai

Posted: 02 Sep 2013 03:50 AM PDT

Supertele

 

 

 

 

 

Il livello di maturità di una persona, di una comunità sociale o di un gruppo di tortorelle ammaestrate, si misura – anche – dalle polemiche che è capace di scatenare, da come gestisce i conflitti che ne derivano e, soprattutto, dalle risoluzioni che porta a termine.

 

Questa estate, mentre la televisione se ne stava più o meno placida in vacanza con qualche inedito in più del solito, l’attenzione s’è desta grazie a due polemiche intorno alla trasmissione del concorso di Miss Italia e a un programma, Mission, ancora non andato in onda. Coinvolti il servizio pubblico nella persona di Raiuno e, curiosamente, la presidente della Camera, Laura Boldrini, sempre più rappresentante d’ufficio e d’istituto di una sinistra idéologique che si attacca alle Questioni Di Principio e le scuote finché dall’albero non cadono più frutti ma solo polvere e percentuali più o meno variabili di pressappochismo televisivo.

 

 

 

Stavolta però non solo la sinistra “ah no guarda, io in casa non ho la televisione da dieci anni”. Una trasversalità moralista e satolla prima ancora di mettersi a tavola: dai critici più o meno noti rotolando fino a valle, cioè i commentatori nome-cognome dell’Internet, nuova orda barbarica intrisa di premier degré e di orgoglio (“dico cose scomode che nessuno ha il coraggio di dire e ci metto pure la faccia. O la foto profilo di Facebook”). Tutti accomunati da una fratellanza anti-televisiva che andrebbe rintuzzata punto per punto, partendo dalle basi, per esempio da un bell’abecedario etimologico, se esistesse. R come reality.

 

Il reality in Italia non esiste più. Tornerà, forse, nel 2014, il Grande Fratello, ma per il resto il reality puro non esiste più. È un genere che ha dato quello che doveva dare e ora è lì, sfinito, nell’angolo, come la ruota sgonfia di una bici che qualcuno si ostina a non buttare, tanto prima o poi. Tutto quello che è venuto dopo quei due macro contenitori – La Casa e l’Isola – non c’entra più nulla con il reality, così come l’abbiamo conosciuto e così come si è imposto nella scorsa decade. È venuta meno la diretta, dunque la costruzione della realtà pas-à-pas, ed è venuta meno l’osservazione partecipante del pubblico che una volta era coinvolto, in divenire, e ora invece è tornato spettatore di qualcosa che è già successo. Un pubblico che ha accettato, senza fiatare, di tornare alla finestra. O allo specchio. Non è reality Masterchef, non è reality Pechino Express, non è reality, stando ai dati in nostro possesso, il futuribile Mission. Ma è bastato, come spesso avviene in Italia, che il primo della fila usasse il termine “reality” perché tutti seguissero a ruota, ditino bello teso: reality, Raiuno, dolore, bambini, africani, Albano. Che schifo, che schifo tutto.

 

L’estate si arroventava in close-up sempre più osceni – la decadance, l’agibilità – e intanto sullo sfondo, in ultimo piano, si toccava l’aberrazione con la proposta di un politico di “visionare in anticipo le cassette di questo intollerabile attacco alla, vabbè ci siamo capiti”. Roba che, se fosse successo non dico in Russia ma proprio a Palazzo Grazioli, Conchita De Gregorio avrebbe già tirato fuori una serie di cinque pezzi “solo per abbonati” tasto destro seleziona – tasto destro copia – tasto destro incolla. E invece niente. Perché la parola “reality”, vessillo unificante a tutte le altitudini, riesce ancora a far indignare i critici e non solo, ed è ancora considerato l’alfa e l’omega di tutti i mali, anche non televisivi, malgrado una decadenza ormai certificata a livello planetario.

 

Come se non bastasse il reality, la polemica ha investito anche la scelta dei forse- partecipanti al forse-programma Mission. Albano, Emanuele Filiberto di Savoia, Michele Cucuzza e Paola Barale (e per fortuna Elisabetta Canalis è rimasta a passeggiare a Miami con Maccio Capatonda): questa gente “non è compatibile con il servizio pubblico” (se avessero mandato i neo senatori a vita Elena Cattaneo e Carlo Rubbia dunque non avremmo avuto questo baccano?). Il solito tic del particolare per il tutto. Una delle poche grosse novità della scorsa stagione è stata Pechino Pexpress. Grazie a Emanuele Filiberto o malgrado Emanuele Filiberto? Il successo di un’idea, di un progetto, di una messa in onda non dipende tanto da questo o quello – ci possono essere i valori aggiunti, o tolti – ma da una serie di fattori tremendamente più complicati di così. Il servizio pubblico italiano, che molti vorrebbero come la BBC (che non hanno mai visto) è quello che è, pubblicità e Albano Carrisi compresi, e come tale andrebbe giudicato: non per quello che “secondo me Raiuno dovrebbe fare”, ma per esempio notando i primi, timidi tentativi di svecchiare linguaggi e grammatiche della prima serata.

 

 

*

 

 

Miriam Leone

Senza Miss Italia noi ci saremmo persi un’attrice e Boosta una fidanzata

 

 

Potevano tranquillamente risolvere la questione dicendo: Ok, lo ammettiamo, non siamo in grado di realizzare uno spettacolo che rinverdisca i fasti dei “dieci milioni a serata moltiplicato per cinque” perché la televisione, ebbene sì, non l’abbiamo mai fatta e quindi per quest’anno non manderemo in onda Miss Italia. Invece la presidente della Rai Anna Maria Tarantola (già Banca d’Italia) ha parlato di scelta editoriale, non in linea con i valori e i principi del mulino bianco. A ruota, la presidente della Camera Laura Boldrini ha colto l’occasione per sottolineare la mortificante condizione della donna, anzi della Donna, anzi della DONNA IN TV. Nel frattempo il direttore generale della Rai Gubitosi (già Fiat e Wind) ha parlato di format desueto (format? Quale format? Le ragazze in costume che sfilano sono un format?) e a poco a poco la polemica è salita di tono. Fiato alle trombe Turchetti: la figlia di Mirigliani, Fiorello, Mentana, i passanti, chiunque. Improvvisamente, dopo decenni di costume, il problema del vostro paese è un concorso di bellezza. Ok. Segue dibattito eterno, in differita anzi, peggio, alla moviola, e che come al solito in Italia arriva fuori tempo massimo, quando a) non gliene importa più a nessuno e b) vogliamo parlare delle conduttrici del daytime della Rai? Poi, come al solito, dopo le paginate di Repubblica, non se ne è più discusso – la decadance imperante – e, come se niente fosse:  “Bravi voi di Raiuno che avete sostituito Miss Italia con Jovanotti”.

 

 

*

 

 

Oggi parte, più o meno in sordina, la nuova stagione televisiva italiana. Sarà un anno lunghissimo, in continuità sostanziale con gli ultimi anni. Raiuno leader e Canale 5 che sembra avere riacquistato la memoria (“Ehi, ma io una volta ero una tv che contava qualcosa!”), Raitre con qualche sprazzo di vivacità (a patto di mandare in onda programmi compiuti e non ipotesi, asterischi, cancelletti, Lia Celi), intanto la7 continerà a parlare parlare parlare e Sky godrà ancora dei favori-a-prescindere di una stampa pigra (ci si mette pure Napolitano “grazie Sky che avete contribuito al pluralismo”). E poi c’è quello che è stato impropriamente definito il “format dei politici che squattano h24 ogni studio televisivo”. L’talia ormai si è abituata, e continua a guardarli in attesa che accada qualcosa. Finché dura, avanti tutta: costano poco e rendono di conseguenza. C’è solo una barriera che ancora non è caduta ma è ormai solo questione di tempo. Un politico conduttore di un bel programma di infotainment, magari nel pomeriggio, o al limite in seconda serata. Un nome io ce l’avrei. È una donna.

 

 

*

 

 

Supetele 1: Che tempo che fa del lunedì, Rockeconomy, Volo in diretta
Supertele 2: Ma il Conduttore serve o non serve?

 

 

domenica 1 settembre 2013

TuttoFaMedia

TuttoFaMedia


L’ammissibilità dell’utilizzo dei droni nella musica indie-electro-pop-rock

Posted: 01 Sep 2013 04:02 AM PDT

Phoenix

 

 

Fin dove è giusto spingersi nell’utilizzo dei droni nella musica indie-electro-pop-rock? Possiamo accettare che il regista di un video se ne stia comodamente seduto a metri di distanza mentre la camera telecomandata fa il suo lavoro? Domande che dovremmo rivolgere ai Phoenix ma credo abbiano altro a cui pensare.

 

In collaborazione con la Blogothèque (parole d’ordine: take away show, piano sequenza, live), i Phoenix hanno infatti eseguito una versione live di Entertainment nei giardini di Versailles (loro sono di Versailles) utilizzando, appunto, una camera aerea. L’idea è venuta a Deck D’Arcy che aveva visto sull’Internet alcune immagini di riprese via drone e – facciamoci un video! Unico problema: i droni non possono volare sulla testa della gente, quindi i Phoenix hanno dovuto girare prima dell’apertura al pubblico. Poche prove, buona la quarta, via. Il risultato, tanto spettacolare quanto, ehm, statico, è questo:

 

 

Phoenix – Entertainment | A Take Away Show from La Blogotheque on Vimeo.
 

 

(via)